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   “IL BRIGANTAGGIO IN PROVINCIA DI SALERNO” (Circondario di Campagna)

“IL BRIGANTAGGIO IN PROVINCIA DI SALERNO” (Circondario di Campagna)

Uno studio del brigantaggio al momento dell’unificazione nazionale risulta molto arduo a causa della “cortina di silenzio” che la “carità di patria” volle estendere su esso. Seguendo, invece, l’itinerario percorso da Gaetano D’Ambrosio, si possono comprendere facilmente, la genesi, lo sviluppo, le fasi e gli esiti del fenomeno “brigantaggio” nella Provincia di Salerno.
Michele Melino, nella presentazione del volume aggiunse: “L’autore ha cercato di individuare, con risultati apprezzabili sul piano del medoto storiografico, nella congerie degli avvenimenti, quei disegni e quei fatti politici e militari che determinarono il momento centrale della protesta dei “cafoni” e dei “delusi” contro le violenze perpetrate in nome dell’unità nazionale”.
Nella sua attenta analisi di fatti, di personaggi e di situazioni, Gaetano D’Ambrosio evidenzia che l’opposizione dei contadini, dei pastori e dei carbonari dei paesi del Circondario di Campagna fu istintiva, ma sentita, proprio perché si andò consolidando tra le masse di un diffuso stato d’animo di resistenza e di avversione al nuovo regine unitario, che costituirà il fondamento psicologico della combattività e della violenza delle successive reazioni del conseguente sviluppo della protesta armata del brigantaggio.
Gaetano D’Ambrosio si sforza di restaurare la verità storica sul brigantaggio, quella vera, sofferta per molto tempo clandestina, perché giudicata poco rispettosa per le “memorie Patrie”. L’autore presenta documenti inediti, mostra le luci e le ombre del fenomeno, mai inteso come feroce e squallido banditismo, rileva i retroscena politici, i crimini e gli errori gravissimi commessi dopo l’Unità d’Italia a danno delle popolazioni del Sud.
Tesi confermata dal Melino: “Il brigantaggio fu Campagna, Serre, Controne, Sicignano, Colliano, Valva, Oliveto Citra, Eboli, San Gregorio Magno, Ricigliano, Senerchia almeno agli inizi, un movimento di resistenza contro di coloro che, presentatasi come liberatori, si rivelarono presto come oppressori e aguzzini”. Un fenomeno partorito dalla miseria, dall’ingiustizia e dal sopruso.
Il testo è diviso in sedici capitoli: i primi cinque dedicati ad un’analisi acuta sulle popolazioni del Regno di Napoli, prima e dopo l’Unità d’Italia; gli altri undici descrivono con una disamina accurata, minuziosa, le diverse bande; i leggendari personaggi e le suggestive località dove avvennero sequestri, riscatti ed altri atti criminali. Di ognuna delle bande sono descritti i membri, il “modus operandi”, la vita quotidiana e l’evoluzione, grazie ad una ricerca paziente e certosina.
Piero Crociani, nella rassegna Storica del Risorgimento, scrive dell’opera e del pensiero di D’Ambrosio: “Ne emerge il quadro di una società povera, non evoluta, i cui bisogni non sono percepiti dal nuovo governo, contro il quale una parte, quella più disperata o più decisa, della popolazione finisce per ribellarsi, favorita dal particolare movimento politico; l’autore pur nella sua obiettività non nasconde una simpatia, una certa comprensione umana per questi disperati, per questi vinti della storia”.
Gaetano D’Ambrosio ha insistito sui vari aspetti sociali, politici, economici, religiosi, psicologici ed anche umani delle vicende storiche legate al brigantaggio, sapendo scernere il certo dal fantastico, la realtà dal mito, il vero dalla leggenda.

NELLA NOTIZIA
L’opera del D’Ambrosio ha già ricevuto ambiti riconoscimenti nel campo della narrativa e della saggistica con le seguenti motivazioni:
“Per indagine storica condotta con profonda analisi dei documenti e vivace sintesi descrittiva” 12° Ed. Concorso “Verso il Duemila” Salerno;
“Per l’esposizione, frutto di un sistematico intreccio tra la storiografia classica e l’espediente narrativo, riassunto quasi in forma personale, senza ricadere nella noia nozionistica nonostante l’ampia ricerca bibliografica precisa e puntuale” 1° classificato al Premio Duomo 1992 Salerno; oggetto di recensione da parte del Prof. Paolo Tesauro Olivieri pubblica sul periodico “Il Castello” Gennaio 1992.
A cura di Carmine Granito

Per maggiori informazioni sul libro visitare il sito:
www.campagnabriganti.altervista.org/